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Vaste
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mweaVaste è l'unica mweqfrazione del comune di mwegPoggiardo in mwewprovincia di Lecce. Situata nel mwfaSalento orientale, dista quasi 2mwfq km dal centro comunale. In passato fu un'importante città mwfgmessapica, mwfwromana e mwgabizantina distrutta da mwgqGuglielmo il Malo nel mwgg1147.

Contents

Storia

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Origini del nome

Nell'antichità la cittadina ebbe costantemente il toponimo di mwhgBasta, come risulta dalle iscrizioni messapiche e in particolare da mwhwPlinio il Vecchio. Nel mwiaX secolo, sotto il dominio bizantino, fu nominata anche mwiqVasta. Dopo la distruzione operata da Guglielmo il Malo, la nuova Vaste, pur conservando l'originario toponimo di Basta, assunse altre varianti. Nei documenti di lingua latina, fino a tutto il Settecento, viene nominata con vari nomi: mwigBasta, mwiwBaste, mwjaBasten, mwjqBausta; negli scritti e nel parlato di lingua italiana si tramutò in mwjgVasta, mwjwVastan, mwkaVasten, mwkqVaste. Dall'Ottocento in poi è diventato definitivo il toponimo di Vaste. Il nome arcaico è indicato nella Mappa di Soleto con punto e toponimo come ancora oggi usiamo fare.

Storia

Vaste fu una mwlqcittà messapica di considerevole importanza (l'antichissima Bastae o Baxta) fondata probabilmente attorno al mwlg600 a.C. Tracce di un primo insediamento è riferibile all'mwlwEtà del Bronzo; si sviluppa nell'mwmaEtà del Ferro con un mwmqvillaggio japigio a capanne che occupava la parte centrale e più alta dell'odierno abitato. Nel mwmgVI secolo a.C. si ha la presenza di un villaggio fatto da modeste abitazioni, da una fornace e da un'area dedicata al culto. Intorno al mwmwIII secolo a.C. la città viene interessata da una forte espansione e dall'aumento considerevole del numero di abitanti; è il momento di massimo splendore per Vaste che vede l'edificazione di una possente cinta muraria, delimitante un'area di 77 ettari, la creazione di tracciati stradali, di luoghi di culto, di nuove case e di una struttura di tipo palaziale. Distrutta in epoca romana, continua ad essere abitata anche successivamente come testimoniano i reperti emersi durante gli scavi; nel mwnaVII secolo d.C. venne edificata una chiesa paleocristiana di cui sono ancora visibili le fondamenta.
Subì nel corso dei secoli le violente invasioni dei mwngGoti, dei mwnwLongobardi e dei mwoaSaraceni. Fu completamente rasa al suolo da mwoqGuglielmo il Malo nel mwog1147. Venne in seguito ricostruita e nel mwowXII secolo il re mwpaTancredi d'Altavilla l'assegnò in feudo ad mwpqAlessandro dei Goti.

Nel tempo seguì le sorti del mwpwPrincipato di Taranto, sotto la signoria degli mwqaOrsini Del Balzo.

Gli ultimi feudatari a detenere il controllo furono i mwqgGuarini di Poggiardo che rimasero fino al 1806, anno di soppressione del regime feudale.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Chiesa Madre Santa Maria delle Grazie

La Chiesa Madre, dedicata a mwtwSanta Maria delle Grazie, venne eretta agli inizi del mwuaCinquecento. Andata in rovina, venne riedificata nel 1761 per interessamento del barone Ippazio De Marco.
In stile mwugtardo barocco, presenta una sobria facciata in mwuwpietra leccese costituita da due ordini separati da un'aggettante mwvatrabeazione. L'ordine inferiore, diviso in tre parti da quattro mwvqlesene, accoglie il portale d'ingresso, sormontato dallo stemma del barone di Vaste Ippazio de Marco, e due lapidi marmoree sulle quali sono incisi i nomi dei cittadini vastesi caduti nelle due guerre mondiali. L'ordine superiore, raccordato al primo da due mwvgvolute, presenta un finestrone centrale e termina con un basso frontone mistlineo.

L'interno, ad unica navata con copertura a stella, è scandito da tre arcate per lato ospitanti alcuni altari con relativa tela o statua. Nel mwwapresbiterio, privo di altare maggiore, sono posizionate le ottocentesche statue dei Santi mwwqAlfio, Cirino e Filadelfo, opera dell'artista cartapestaio Antonio Maccagnani di mwwwLecce. Altre statue sono quelle dei Santi mwxaVitalio (1850 circa) e mwxqBenedetta (realizzata nel 2004), genitori dei tre santi, di San Gaetano e della mwxgmwxwMadonna delle Grazie (1870).

Cappella di Sant'Antonio di Padova

La Cappella della Confraternita di Maria SS.ma delle Grazie, sede dell'omonima congregazione fondata nel 1870, venne riedificata nel 1856 sui ruderi dell'antica chiesetta di mwygSant'Antonio da Padova risalente al mwywXVII secolo e crollata nel 1845. Di modeste dimensioni, presenta un semplice prospetto mwzaneoclassico con timpano triangolare. L'interno, ad aula unica, ospita un piccolo altare in marmo.

Cripta dei Santi Stefani

La cripta basiliana dei "Santi Stefani", così chiamata in quanto vi è una triplice raffigurazione di mwawSanto Stefano, risale all'mwbaXI secolo. È stata ricavata interamente nel banco di roccia calcarenitica (tufo) e presenta una facciata principale con tre ingressi ad arco e una facciata laterale destra sul quale si apre un quarto ingresso e alcune finestrelle.
L'interno è a tre navate absidate separate da quattro pilastri quadrangolari. Le pareti laterali sono scandite da nicchie regolari a profilo curvo. I resti del mwbgnaòs e del bema, ovvero i resti della muro che separava i fedeli dal clero e dai ministranti, fa presupporre che nella cripta si officiava in rito greco. Di grande interesse artistico è il ciclo degli affreschi che possono essere divisi in tre cicli pittorici: il primo è databile tra l'mwbwXI e il mwcaXIII secolo, il secondo al mwcqXIV secolo e il terzo tra il mwcgXIV e il mwcwXVI secolo.

Architetture militari

Palazzo Baronale

L'attuale fisionomia del Palazzo Baronale è il risultato di un'evoluzione planimetrica avvenuta fra il mwewXIV ed il mwfaXVIII secolo. Il complesso è composto da due edifici principali, la torre e il palazzo, collegati da un tratto della cinta muraria del borgo quattrocentesco.
La prima fase edilizia (XIV secolo) è costituita da una torre quadrangolare isolata a tre piani coronata da un mwfgparapetto merlato. Nella prima metà del mwfwXV secolo intorno alla torre si forma un piccolo insediamento difeso da cinta muraria; presso l'angolo sud-occidentale delle mura viene edificata una residenza fortificata, costituita da un piano terra e un primo piano collegati da una scala esterna. Un primo ampliamento del palazzo si data alla metà del mwgaXVI secolo, come testimonia l'iscrizione sulla porta di accesso alla struttura che attribuisce l'intervento a mwgqOttavio dei Falconi feudatario di Vaste dal mwgg1560. Nella prima metà del mwgwXVII secolo il palazzo viene ampliato verso sud-ovest al di fuori della cinta muraria in disuso. Con l'aggiunta del loggione a destra dell'attuale ingresso al borgo, il palazzo acquista la fisionomia definitiva, corrispondente alla descrizione della metà del Settecento contenuta nei documenti che si riferiscono alla vendita del feudo ad mwhaIppazio de Marco.

Siti archeologici

Parco dei Guerrieri

Il Parco dei Guerrieri corrisponde all'area archeologica che include gli scavi dell'antica città messapica di Vaste. Si tratta di un mwjaMuseo all'aperto di circa 20 ettari distribuito su un'area ancora più estesa che va dall'abitato di Vaste fino alle Serre di Poggiardo. Gli scavi hanno riportato alla luce i resti di quella che doveva essere una delle città più importanti della Messapia; si è recuperato il percorso delle antiche mura, le fondamenta della città e quindi delle capanne che ivi sorgevano. Sono state riportate alla luce innumerevoli tombe ancora intatte e con tutto il corredo funerario e i resti di un tempio pagano.
Parte dei reperti è conservata attualmente nel centro storico del paese, all'interno del palazzo baronale in cui è stato allestito un museo permanente. Un'altra parte è disseminata in altri musei italiani, anche esteri.

Bibliografia

• P. Ciuchini, mwkqLe mura di Vaste [Tesi di Specializzazione in Archeologia Classica, Università di Lecce], 2006
• L. A. Montefusco, mwkwLe successioni feudali in Terra d'Otranto, Istituto Araldico salentino, Lecce, 1994
• Rausa Salvatore, mwlqBasta (Vaste). Antica città salentina tra messapi, romani, bizantini e normanni, Edizioni del Grifo, 2000
• Rausa Salvatore, mwlwVaste in età moderna, Edizioni del Grifo, 2001

Voci correlate

• mwmwMessapi
• mwnqSalento
• mwoqPoggiardo

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Vaste

Collegamenti esterni

• mwpgSito del Comune di Poggiardo, su poggiardo.com.
• mwqaSito della Parrocchia di Vaste, su parrocchiavaste.it. URL consultato il 24 maggio 2010 (archiviato dall'url originale il 10 gennaio 2008).